giovedì 10 aprile 2014

GRAND BUDAPEST HOTEL - LA SFRENATA FANTASIA DI WES ANDERSON

GRAND BUDAPEST HOTEL

LA SFRENATA FANTASIA DI WES ANDERSON




Un caleidoscopio di personaggio nel suggestivo ambiente del Grand Budapest Hotel! Un gradevole film che ci riporta ai tempi felici della belle époque. E' un lussuoso albergo sui monti nell'immaginaria Repubblica di Zubrowska, frequentato da clientela danarosa. Qui domina Monsieur Gustave H., il concierge, ma di fatto il direttore. Ha una autentica passione per le signore vecchie, ricche e bionde. Dice che di tutte le sue affezionate clienti è stato l'amante. Madame D è fra queste. Nonostante abbia 81 anni e sia decrepita, riceve ancora le attenzioni di Monsieur Gustave. Riconoscente verso chi l'ha resa felice negli ultimi anni, gli lascia un preziosissimo quadro, suscitando la collera del figlio e degli altri parenti. Questo fatto dà origine ad una serie di scene spassose, anche se la trama è piuttosto esile. Gustave finisce in prigione, ma riesce ad evadere. Scoppia la guerra e l'albergo accoglie i militari, trasformandosi in una specie di caserma,
Alla fine Gustave viene fucilato. Così eredita tutto il suo allievo Zero Moustafà, un giovane fattorino, di cui Gustave intuisce le grandi qualità e che diventa il suo principale collaboratore. E' appunto Zero che, dopo molto tempo,  racconta tutta la storia ad uno dei rari clienti. L'albergo è ormai decaduto, ma Zero lo conserva come ricordo di Agata, una giovane pasticciera diventata sua moglie poi morta di parto. Sarà questo visitatore che trasformerà la storia in un libro. Questo personaggio si ispira a Stefan Zweig, grande scrittore austriaco, i cui libri finirono nel famoso rogo, acceso di nazisti nel 1933.

Wes Anderson dimostra una geniale fantasia che gli permette di dare vita a una moltitudine di personaggi e creare una grande varietà di situazioni. Lo stile si rifà ai film di Lubitsch e Wilder.      
 
 
Ralph Fiennes impersona Gustave, mentre Zero Moustafà è interpretato dall'esordiente Tony Revolori. 
 














Il cliente, interpretato da Jude Law, a cui Zeo Moustafà, ormai vecchio, racconta la storia di Monsiur Gustave.





 
 
 
 
Monsieur Gustave con Zero



Monsieur Gustave, interpretato da Ralph Fiennes



Madame D., interpretata da Tilda Swinton 





Henckels, interpretato da Edward Norton
 




Zero Moustafà, interpretato da Tony Revolori 



Agatha, interpretata da da Saoirse Ronan



E' molto spassoso anche il trailer:
 




mercoledì 26 marzo 2014

ALBERT NOBBS - Un sorprendente travestimento



Erano tempi dure per le donne nell'Irlanda del diciottesimo secolo! Albert Nobbs è il migliore cameriere di un albergo di Dublino. Lavora duro per accumulare un piccolo capitale e potere aprire una piccola attività commerciale. Una vita normale, apparentemente! Ma Albert nasconde un segreto: in realtà è una donna e si è travestito per potere lavorare. 
 
In occasione di alcuni lavori nell'albergo, Albert è costretto ad accogliere nella sua stanza un pittore che scopre il suo segreto. Ma anche il pittore è una donna e quindi nasce una amicizia.
 
Il pittore è felicemente sposato con una donna. Albert vorrebbe fare la stessa cosa, ma corteggia una cameriera troppo bella per lui e che ha un amante che vuole estorcere denaro ad Albert.
 
Finisce che Albert muore ed il suo tesoro, nascosto nella sua camera, cade nelle mani della padrona dell'albergo che lo usa per ristrutturare l'edificio.
 
Splendida la interpretazione di Glenn Close nella parte di Albert. 





























Il finale è sorprendente. Chi vuole vedere il film non deve leggere oltre.






THE WOLF OF WALL STREET - UN GRANDE LEONARDO DI CAPRIO


Jordan Belfort è un broker nevrotico e cocainomane nella New York degli anni '90. E' al centro di un mondo delirante e fuori controllo: quello degli operatori finanziari, alla frenetica ricerca di commissioni e bonus alle spalle di ingenui investitori. E' un mondo senza scrupoli e senza moralità, dove non ci sono amici.

Alla fine anche Belfort tradisce gli "amici" per salvarsi (o meglio per diminuire gli anni di galera)!

Perché guadagnare tanto denaro? Per darsi agli stravizi ed agli eccessi! Macchine favolose, escort favolose e costose, cene, ecc.









Jordan Belfort in alcuni tipici atteggiamenti nella sala degli operatori finanziari
 
 


Jordan Belfort in compagnia di avvenenti escort



Jordan Belfort alla prima cena con la futura (seconda) moglie Margot Robbie












Margot Robbie
 
 
Jordan Belfort e Margot Robbie











I broker entusiasmati da un discorso di Belfort





 


 
Jordan Belfort a uno delle sue scatenate feste per i broker, piene di spogliarelliste e puttane
 


Jordan Belfort presenta due avvenenti bionde ai funzionari FBI, pensando di corromperli: sarà un ulteriore passo sulla strada della sua rovina!




Pur consapevoli della abiezione e del comportamento criminale del personaggio, non si può fare a meno di essere sedotti dal Jordan Belfort di Leonardo Di Caprio. Al suo confronto, il funzionario Fbi appare grigio e noioso, anche se opera per proteggere gli onesti investitori dai pescicani e dagli avventurieri. Ma si poteva raccontare le vicende di Jordan Belfort senza rappresentarne il suo carisma ed il suo perverso fascino? Come avrebbe potuto abbindolare tanta gente, piccoli artigiani, ma anche gente danarosa, e vendere loro carta straccia senza quel fascino irresistibile e quella capacità di convincimento incredibile?


Naturalmente un simile film non poteva fare a meno di uno straordinario protagonista come Leonardo Di Caprio: eccezionale, carismatico, seducente Jordan Belfort!

Naomi Lapaglia presta la sua bellezza al personaggio di Margot Robbie. Sarà pure brava, ma la scena in cui si presenta nuda a Belfort/Di Caprio toglie il fiato. Varrebbe la pena di rivedere il film per rivedere quella scena.



Martin Scorsese ha fatto un film che molti critici hanno giudicato eccessivo, privo di senso della misura: da grande uomo di cinema ha fatto il film che serviva per descrivere un tipo come Belfort.






giovedì 13 febbraio 2014

A PROPOSITO DI DAVIS - GRANDE FILM DEI FRATELLI COEN


A PROPOSITO DI DAVIS

 
Un'ora e 45 minuti di personaggi insoliti e di storie stravaganti e alla fine ci si ritrova esattamente al punto di partenza. Davis Llewlyn riceve un paio di pugni in faccia e un calcio per avere disturbato una esibizione. Ma è il simbolo della vita di Davis che è una ripetizione delle stesse cose, senza sbocchi, senza vie d'uscita. E' dura la vita al Greewich Village per un cantante senza successo.  Si trascina da un impresario all'altro, ma il suo genere di musica è in anticipo sui tempi. Trovare un divano per la notte. Mangiare quando capita. Non avere un cappotto per ripararsi dal freddo. Qualche esibizione al Gaslight pagata con i soldi offerti dagli spettatori.


Tante vicende scombinate. Il gatto Ulisse che esce dall'appartamento, mentre la porta si chiude. Così Davis è costretto a portarselo dietro. Ma Ulisse scappa di nuovo e Davis pensa di averlo riacchiappato, ma è solo un sosia (che per di più è femmina).  Alla fine però il vero Ulisse torna spontaneamente dai padroni e così Davis può scroccare una cena e un divano per la notte.


Intensa la scena col padre. Gli fa un lungo discorso e sembra aspettare una risposta, ma il padre è rimbambito e non parla.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




Jean Berkey rimane incinta ma non sa bene di chi e dà la colpa a Davis e gli chiede di pagare l'aborto. E' la donna di Jim, ma è andato a letto con il padrone del Gaslight. Sempre bella, nonostante il turpiloquio.












 
 
John Goodman in una breve parte di un folk singer eroinomane.


 
 
 
 
 

 
 
Oscar Isaac nella parte di Llewyn Davis
 
 
 
 
 
 
 
 





 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




 
 
 
 
 
Carey Mulligan nella parte di Jean Berkey.